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CoEHAR: un nuovo studio conferma gli effetti positivi delle e-cig sui pazienti affetti da BPCO

Riceviamo e pubblichiamo volentieri l’ultima nota stampa del CoEHAR: il Centro di Eccellenza Internazionale per la Ricerca sulla Riduzione dei Danni da fumo di Catania, istituito e diretto dal professor Riccardo Polosa: intervistato pochi giorni fa dalla nostra redazione, in merito alla presunta correlazione tra svapo e Covid-19.

I ricercatori del CoEHAR hanno pubblicato un nuovo studio sugli effetti positivi dell’utilizzo delle e-cig da parte di pazienti fumatori affetti da BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva). Si tratta del più lungo follow-up su pazienti affetti da questa patologia mai pubblicato. Lo studio “COPD smokers who switched to E-cigarettes: health poutcomes at 5-year follow up” indaga infatti gli effetti a lungo termine dell’utilizzo di sigarette elettroniche da parte di pazienti affetti da questa patologia confermando nelle sue conclusioni che l’uso regolare di questi prodotti può portare a miglioramenti della patologia. 

La ricerca 

La BPCO fa parte di un gruppo di patologie polmonari legate al fumo che causano difficoltà respiratorie, enfisema e bronchite cronica. Lo studio ha individuato, grazie all’analisi delle cartelle cliniche di quattro diversi ospedali italiani, un gruppo di pazienti affetti da BPCO che utilizzano prodotti per il vaping. Tali soggetti sono stati seguiti attraverso un percorso di visite ambulatoriali annuali per un totale di cinque anni. Alla fine del follow up, i ricercatori avevano a disposizione i dati di 39 pazienti affetti da BPCO, 30 nel gruppo di pazienti con BPCO che utilizzavano le sigarette elettroniche e 19 in quello dei fumatori abituali. Sebbene intraprendere percorsi di smoking cessation dovrebbe rappresentare una priorità per i soggetti affetti da BPCO, i tassi di ricaduta in tali pazienti fumatori è molto alto e le terapie note per smettere di fumare sembravano avere effetti limitati. I fumatori affetti da BPCO infatti sperimentano difficoltà nel sospendere completamente l’uso di nicotina e possono aver bisogno di un trattamento o di un uso prolungato di nicotina per avere un’astinenza continuata dal fumo. 

I risultati

Nello studio, i ricercatori del CoEHAR hanno osservato una riduzione prolungata nel tempo del consumo giornaliero di sigarette nei pazienti affetti da BPCO che facevano uso, contemporaneamente, anche di prodotti per il vaping: è stata rilevata una riduzione complessiva di circa l’80% rispetto alla normalità

Ma la novità principale riguarda il fatto che i pazienti con BPCO che si sono astenuti dal fumare, passando alle sigarette elettroniche, hanno riportato miglioramenti a livello di salute clinicamente rilevanti. I pazienti che sono passati al vaping infatti hanno ridotto di circa il 50% le esacerbazioni della malattia e hanno migliorato significativamente la propria salute cardio-respiratoria rispetto al gruppo di controllo di pazienti affetti da BPCO che hanno continuato a fumare le sigarette convenzionali.

Questi preziosi risultati spiegano come per i soggetti affetti da BPCO che non riescono a smettere di fumare da soli, passare a sostituti meno dannosi significa ridurre la sofferenza provocata dalla malattia. I medici dovrebbero considerare tutte le opzioni possibili, optando per quelle che hanno la maggior probabilità di interrompere l’esposizione al fumo di tabacco, come le ecig. 

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